Vendemmia

Il momento della vendemmia è arrivato: curiosità, paure e speranze cominciano ad intrecciarsi nella mente di coloro che il vino lo fanno. Questo è il momento dove il cielo è osservato con un’attenzione tutta particolare da parte dei vignaioli. Se l’andamento climatico, durante l’anno, è stato positivo per le vigne, non è detto che la vendemmia possa finire altrettanto positivamente. Le piogge abbondanti che anticipano l’autunno, gli sbalzi improvvisi delle temperature, il troppo caldo, il troppo freddo e altro ancora, possono compromettere la possibilità di fare un buon vino.

La vastità del nostro territorio, fa sì che ogni regione abbia possibilità e problematiche diverse, e non dimentichiamo che all’interno d’ogni regione esistono zone e microzone che, a loro volta, fanno la differenza.

Il periodo della vendemmia, comincia in momenti diversi secondo l’area geografica: al sud si comincia a fine agosto e al nord i primi d’ottobre. Ogni anno, le date di raccolta variano con il mutare dell’andamento climatico. Il via d’inizio lo detta, comunque, il grado di maturazione delle uve: quando il rapporto tra zuccheri e acidità raggiungono un livello ottimo. Questo equilibrio, è dettato sempre dal tipo di vino che si vuole ottenere.

Le uve destinate alla produzione dei vini bianchi, devono essere raccolte quando l’acidità -che è la struttura “ossea” dei bianchi-, è superiore rispetto gli zuccheri. Generalmente questo accade quando si vogliono ottenere vini giovani e freschi dove sì da più spazio ai profumi anziché al grado alcolico. Il contrario avviene per le uve destinate ai rossi, nei quali è proprio il grado zuccherino che interessa  (e non solo), perché sarà quello che determinerà l’alcolicità del vino stesso.

Nei giorni che precedono la raccolta, il controllo dei grappoli è quasi spasmodico.

I controlli dei contenuti delle uve, della qualità ed il peso stesso del grappolo sono all’ordine del giorno.  Un’eventuale diminuzione del peso indica che l’uva sta appassendo e che automaticamente la resa sarà più bassa del 10 o 15 % rispetto alla normalità. Questo fattore è corretto nell’eventualità si aspiri ad un vino con una resa alcolica più alta. Nella produzione dell’Amarone, ad esempio, l’appassimento delle uve è d’obbligo tanto è vero che le uve sono poste in apposite stanze climatizzate per far sì che l’avvizzimento avvenga senza l’insorgere di problemi.

 C’è anche chi spera, nei quindici giorni precedenti la vendemmia che il sole si alterni ad una leggera pioggerella notturna o ad un delicato abbassamento della temperatura, perché questo contribuirebbe a creare un vino di qualità.

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