
di Fabio Magnani
La Grecia del vino è una terra antica e sorprendentemente moderna. Nonostante le sue radici millenarie — basti pensare che fu tra le prime civiltà a codificare la viticoltura — oggi la scena vinicola greca è vivace, dinamica e in forte crescita qualitativa.
In questo viaggio enologico andiamo alla scoperta delle principali zone di produzione, dei vitigni autoctoni, delle tipologie di vino e delle denominazioni più importanti, con uno sguardo professionale ma appassionato.
Zone vinicole principali
- Macedonia (Nord)
Terra di vini rossi strutturati, montagna e tradizione. Qui troviamo Naoussa, Amyndeon e Drama, tra le denominazioni più note.
- Naoussa PDO: zona collinare, patria dello Xinomavro, spesso paragonato al Nebbiolo per tannino e longevità.
- Amyndeon PDO: zona più fresca, a 600+ metri sul livello del mare; produce rossi più eleganti e ottimi rosé.
- Drama PGI: aperta anche agli internazionali (Cabernet, Merlot, Sauvignon), spesso in blend con autoctoni.
2. Peloponneso
Una penisola montuosa e ricca di biodiversità viticola. Si distingue per bianchi aromatici e rossi mediterranei.
- Nemea PDO: culla dell’Agiorgitiko, rosso versatile che va dal fruttato giovane al barricato complesso.
- Mantinia PDO: regno del bianco Moschofilero, fresco, floreale, a tratti muschiato, ottimo per l’estate.
3. Santorini (Cicladi)
Un terroir unico al mondo. Vigneti ad alberello basso (la “kouloura”) su suolo vulcanico, battuti dal meltemi.
- Santorini PDO: l’Assyrtiko domina la scena. Bianco secco, salino, minerale, capace di lunghi invecchiamenti. Ci sono anche versioni Nykteri (più alcoliche, da uve raccolte di notte) e dolci come il Vinsanto, da appassimento.
4. Creta
La più grande isola greca ha una viticoltura in rinascita, con vitigni autoctoni valorizzati da nuove generazioni di produttori.
- Peza PDO e Archanes PDO: zone miste, dove si coltivano varietà come Kotsifali, Mandilaria (rossi) e Vidiano (bianco di gran eleganza).
5. Epiro e Tessaglia (Nord-Ovest e Centro)
Zone meno conosciute ma molto interessanti per chi cerca vini di altitudine, freschezza e autenticità.
- Epiro è patria di Zitsa PDO, bianco da Debina, leggermente frizzante, ottimo con cucina leggera.
- In Tessaglia si sta riscoprendo il Limniona, rosso elegante e speziato.
Vitigni autoctoni principali
- Assyrtiko (bianco): il grande protagonista. Acido, tagliente, minerale. Origine: Santorini, ma coltivato ovunque.
- Moschofilero (bianco): aromatico e fresco, spesso vinificato in acciaio.
- Malagousia (bianco): riscoperto di recente, ricorda il Viognier. Morbido, profumato, versatile.
- Xinomavro (rosso): tannico, strutturato, da lungo invecchiamento. Ricorda Barolo o Brunello.
- Agiorgitiko (rosso): più rotondo e morbido. Buona intensità fruttata e speziata.
- Mandilaria e Kotsifali (rossi): usati spesso in blend, uno dà struttura, l’altro morbidezza.
Tipologie di vino
- Bianchi secchi e minerali – Assyrtiko in testa, perfetto con pesce, cucina etnica o formaggi saporiti.
- Rossi da invecchiamento – Xinomavro e Agiorgitiko reggono benissimo il legno e il tempo.
- Rosati (rosé) – da Xinomavro o blend isolani, spesso intensi e strutturati.
- Vini dolci da appassimento – Vinsanto di Santorini, denso, ricco, con note di fichi secchi e miele.
- Spumanti – Soprattutto da uve Debina e Moschofilero, metodo Charmat o classico.
Le principali denominazioni greche (PDO e PGI)
La Grecia ha due principali sistemi di denominazione:
- PDO (Protected Designation of Origin): zone con forte tipicità. Es. Santorini, Naoussa, Nemea, Mantinia.
- PGI (Protected Geographical Indication): più flessibili, spesso usate per vini innovativi o blend.
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