di Fabio Magnani
Il Clinto, conosciuto anche come Clinton, è un vino dal carattere unico e una storia affascinante, segnata da divieti e tradizione contadina. Questo vino, ottenuto dall’omonimo vitigno ibrido americano, ha radici profonde nella cultura vinicola del Nord Italia, in particolare nel Veneto e nel Friuli-Venezia Giulia, dove ha trovato una nicchia di appassionati nonostante le restrizioni imposte dalla legislazione europea.
Origini del Vitigno Clinto
Il vitigno Clinton è un ibrido tra Vitis labrusca e Vitis riparia, varietà americane naturalmente resistenti alla fillossera e alle malattie fungine.
Portato in Europa per salvare la viticoltura, il Clinto venne adottato dai piccoli produttori per la sua resistenza e facilità di coltivazione. Tuttavia, il suo vino presentava un caratteristico aroma di fragola, frutti di bosco e un sentore di foxy (volpino) tipico delle uve americane, un elemento che lo rese riconoscibile ma anche controverso.
Il Divieto e la Tradizione Sopravvissuta
A partire dagli anni ’30, l’Unione Europea (e prima ancora le autorità italiane) vietarono la produzione e la vendita di vino da vitigni ibridi americani come il Clinto. Il motivo principale del divieto fu la presenza di metanolo (attenzione prosegui l’articolo per sapere, invece, il vero motivo del suo divieto), e una presunta difficoltà a controllarne il grado alcolico, oltre alla questione del sapore “volgare” e diverso dai vini tradizionali.
Nonostante il divieto, il Clinto non è mai scomparso del tutto. In alcune zone rurali, specialmente nel Veneto, in Friuli e in alcune parti dell’Emilia, viene ancora prodotto per consumo familiare e tramandato di generazione in generazione come simbolo di tradizione e resistenza contadina.
Caratteristiche del Vino Clinto
Il Clinto è un vino dal colore rosso intenso con riflessi violacei, quasi impenetrabile. Ha un profumo inconfondibile di fragola, lamponi e frutti di bosco, con una nota leggermente “volpina”, tipica dei vitigni americani.
Al palato è fresco, vinoso e leggermente acidulo, con una bassa gradazione alcolica che lo rende facilmente bevibile. Spesso veniva consumato giovane, accompagnando piatti rustici e merende contadine.
Il Clinto Oggi: Tra Curiosità e Valorizzazione
Oggi il Clinto vive una sorta di rinascita nel mondo degli appassionati di vini storici e rari. Pur rimanendo proibito nella produzione e vendita commerciale, alcune aziende hanno avviato progetti di ricerca per valorizzare i vitigni ibridi in modo legale, magari attraverso reinterpretazioni moderne o usi alternativi delle uve. Inoltre, in Francia e negli Stati Uniti, l’interesse per i vitigni resistenti sta portando alla riscoperta di varietà simili al Clinto, con nuove prospettive per un futuro in cui anche i vitigni americani possano trovare un posto nella viticoltura europea.
Conclusione
Il Clinto è più di un semplice vino: è un pezzo di storia della viticoltura europea, simbolo della capacità contadina di adattarsi e resistere alle avversità. Il suo sapore unico e la sua aura di proibizione lo rendono ancora oggi una leggenda per molti appassionati, mantenendo viva una tradizione che, nonostante i divieti, continua a resistere.
Perché il Clinto è vietato?
Il divieto risale a regolamenti europei che proibiscono la vinificazione di alcune varietà ibride di Vitis labrusca e Vitis riparia, come il Clinton, l’Isabella e il Noah. I motivi principali sono:
1. Questione organolettica – Il vino ottenuto da questi vitigni ha un profilo aromatico molto diverso dai vini tradizionali europei, con note intense di fragola e frutti di bosco, spesso descritte come “volpine”. Questo sapore è stato considerato poco raffinato rispetto ai vini da Vitis vinifera.
2. Normative europee sulla qualità del vino – I regolamenti dell’UE stabiliscono che solo le uve da Vitis vinifera possono essere utilizzate per produrre vino destinato alla vendita. I vitigni ibridi americani sono esclusi perché non appartengono a questa categoria.
3. Preoccupazioni storiche (esagerate) sul metanolo – Si è diffusa la convinzione che il Clinto contenesse livelli elevati di metanolo, ma questo è un malinteso. Tutti i vini contengono naturalmente piccole quantità di metanolo, ma nel Clinto le quantità non sono pericolose. Il vero problema del metanolo nei vini si è verificato con adulterazioni illegali (come lo scandalo del vino al metanolo in Italia negli anni ’80), non per il Clinto in sé. Quindi, concludendo, il Clinto non è vietato per questioni di salute legate al metanolo, ma piuttosto per ragioni storiche e regolamentari.
Cos’è il Metanolo e Perché È Importante nel Vino?
Il metanolo è un alcol tossico che può essere presente nei vini in piccole quantità come sottoprodotto naturale della fermentazione. È prodotto dalla degradazione della pectina, una sostanza contenuta nelle bucce delle uve. Tutti i vini contengono metanolo, ma in quantità molto basse, perché gli enzimi della fermentazione non ne producono abbastanza da essere pericolosi.
Il Clinto e la Teoria del Metanolo
Nel caso del Clinto e di altri vitigni ibridi americani (Vitis labrusca, Vitis riparia), si diceva che producessero livelli di metanolo più alti rispetto ai vitigni europei (Vitis vinifera). In realtà:
• È vero che gli ibridi americani possono contenere leggermente più metanolo rispetto ai vitigni europei perché hanno una buccia più spessa e ricca di pectina.
• Tuttavia, le quantità rimangono comunque sotto la soglia di pericolosità se il vino è prodotto correttamente.
• Nessuna prova scientifica ha mai dimostrato che il Clinto sia più pericoloso di altri vini per questo motivo.
Lo Scandalo del Metanolo negli Anni ’80
L’associazione tra metanolo e Clinto è stata probabilmente rafforzata dallo scandalo del vino al metanolo in Italia nel 1986, quando alcune aziende adulterarono illegalmente il vino aggiungendo metanolo per aumentarne la gradazione alcolica. Questo causò numerosi casi di avvelenamento e diversi decessi. Tuttavia, questo non aveva nulla a che fare con il Clinto o con i vitigni ibridi americani: fu una truffa legata alla produzione industriale di vino economico.
Il Vero Motivo del Divieto del Clinto
Come detto, il Clinto non è vietato per il metanolo, ma per:
1. Questioni organolettiche – Il suo aroma fruttato e “volpino” era ritenuto inadatto agli standard europei.
2. Norme sulla viticoltura – L’Unione Europea impone che il vino destinato alla vendita provenga solo da vitigni Vitis vinifera, escludendo gli ibridi americani.
3. Storia e pregiudizi – Nell’epoca in cui si impose il divieto, si riteneva che i vini da Vitis labrusca fossero di qualità inferiore e potenzialmente dannosi, ma senza basi scientifiche solide.
Conclusione
L’idea che il Clinto sia vietato a causa del metanolo è un falso mito. Il divieto è nato più per motivi storici, culturali e normativi che per reali problemi di salute. Tuttavia, il tema degli ibridi americani sta tornando di attualità con la ricerca su vitigni resistenti e a basso impatto ambientale, quindi chissà… magari un giorno il Clinto tornerà legalmente sulle nostre tavole!
Metanolo: un Malinteso
• Presenza Naturale: Durante la fermentazione di qualsiasi vino si forma naturalmente del metanolo, derivante dalla scissione della pectina contenuta nelle bucce e nei vinaccioli. Questo avviene in tutte le vinificazioni, indipendentemente dal vitigno.
• Livelli Sicuri: Numerosi studi hanno dimostrato che se la vinificazione viene eseguita correttamente, i livelli di metanolo risultano ben al di sotto della soglia di pericolosità per la salute. La credenza che i vini ibridi, a causa della maggiore presenza di pectina nelle uve americane, producano metanolo in quantità nocive è un mito che non trova riscontro nelle evidenze scientifiche.
Il Divieto Normativo
• Normativa Europea: Il Regolamento CE n. 1493/1999 (e altre disposizioni) stabilisce che per poter essere etichettato e commercializzato come “vino” devono essere utilizzate esclusivamente uve della Vitis vinifera. Questo requisito ha radici nella tradizione enologica europea e nell’intento di preservare la qualità e l’identità dei vini storici.
• Aspetti Organolettici: Oltre a questioni legislative, il vino ottenuto da ibridi americani come il Clinto presenta un profilo aromatico e gustativo molto diverso, spesso descritto come “volpino”, che non è in linea con gli standard tradizionali dei vini europei.
• Uso Limitato: Per queste ragioni, in molti paesi europei, la coltivazione di questi ibridi è consentita solo per uso familiare o per mercati limitati, mentre la loro commercializzazione come vino destinato a competere con i vini ottenuti da Vitis vinifera è proibita.
Quindi, il problema non è il metanolo in sé, ma il quadro normativo e culturale che tutela la tradizione enologica europea. Questa regolamentazione mira a garantire che i vini commercializzati abbiano caratteristiche organolettiche riconducibili alla lunga tradizione dei vini da Vitis vinifera.
TUTTI I DIRITTI SONO RISERVATI. QUALSIASI RIPRODUZIONE, ANCHE PARZIALE, SENZA AUTORIZZAZIONE SCRITTA È VIETATA.
